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Il progetto Oman

L’Oman è un Paese fiscalmente attraente, con piani di investimento quinquennali, un’economia stabile e una particolare attenzione per la creazione di nuove imprese sul territorio. Grazie alle importanti strutture per il sostegno finanziario, l’Oman rappresenta una valida alternativa per le imprese industriali che stanno prendendo di mira nuovi mercati o che vogliono compiere un primo passo per la successiva conquista di ulteriori mercati (Paesi del Golfo, India, Sud Africa).

Nella cultura omanita l’Italia è riconosciuta e apprezzata per know how, qualità e design, nonché per l’esperienza nel settore del turismo, quindi sia per imprese individuali sia per partnership con imprenditori locali, la presenza italiana e del “Made in Italy” è particolarmente ben accolta a livello istituzionale e imprenditoriale.

Il Sultanato si presenta come un Paese molto accogliente e naturalisticamente accattivante. La popolazione è molto socievole ed interessata ai rapporti relazionali con gli stranieri. La condizione della donna in Oman è completamente differente da quella degli altri paesi del Medio Oriente: le donne vestono come in Europa, guidano l’auto, siedono ai tavoli di governo e sono ministro.

A Muscat esistono scuole internazionali di buon livello e, in tre anni la popolazione residente nel Paese è passata da meno di tre milioni di abitanti ad oltre cinque milioni, con l’arrivo di molti expat, trasferiti per ragioni di lavoro, ma contenti di essere nel Paese.

L’Oman è capace di conciliare tradizione e modernità, sviluppo economico, ma anche progresso sociale, attraverso una accorta gestione delle leve fondamentali dell’economia, che ha permesso di tenere sotto controllo l’inflazione, malgrado una politica monetaria accomodante volta a favorire la crescita. Membro dell’Unione doganale del Consiglio Cooperazione del Golfo e dell’OMC, le sue tariffe doganali salvo alcuni settori sensibili sono molto contenute.

L’economia è fortemente dipendente dal petrolio che contribuisce a circa il 50 per cento del PIL (e costituisce circa il 78% del totale delle entrate del bilancio dello Stato). Nel 2015 la produzione di greggio è stata di 358 miliardi di barili (+4% rispetto al 2014) ad un prezzo di produzione medio di 56,5 US$ a barile. Il Paese non ha aderito all’OPEC. La costante crescita economica del Paese registrata negli ultimi anni è stata accompagnata a sua volta da un aumento dei consumi da parte della popolazione, che incide consistentemente sul fabbisogno energetico, che l’Oman si trova a dover soddisfare investendo nella esplorazione gassifera e petrolifera. Lo sviluppo di fonti alternative di energia è allo studio sia per la produzione di energia eolica sia per quella solare. L’obiettivo di assicurare il fabbisogno crescente di energia è fondamentale anche alla luce degli investimenti avviati nel settore dell’industria a valle, che il Sultanato cerca di potenziare per favorire l’occupazione e lo sviluppo industriale. Tali investimenti si inquadrano nel processo di “diversificazione” della propria economia avviato dalle autorità omanite, cui si accompagna una legislazione favorevole agli investimenti stranieri.

Particolarmente significative le trasformazioni avviate sul piano infrastrutturale, le cui linee sono dettate dal piano di sviluppo, la così detta “2020 Vision” del Sultano Qaboos. L’obiettivo è la realizzazione di un polo logistico intermodale, che assicuri l’interoperabilità dei trasporti attraverso l’integrazione di aeroporti, porti, strade e ferrovie. Tra tutte spicca il progetto per la realizzazione della rete ferrovia che collegherà da sud a nord il paese fino alle reti del GCC. Le politiche di sviluppo del settore logistico definite dal Consiglio dei Ministri con il “Sultanate of Oman Logistics Strategy 2040” (SOLS 2040), intendono trasformare entro il 2040 il Sultanato in una delle prime dieci economie “logistics-friendly” al mondo.

Alla luce del declino delle entrate fiscali per effetto del crollo dei prezzi del greggio sui mercati internazionali, il documento di bilancio di previsione 2016 del Sultanato si propone di stimolare la crescita economica rafforzando la politica di diversificazione produttiva del Paese volta ad accrescere il contributo del settore non petrolifero e aumentando la quota di gettito fiscale proveniente dal comparto non energetico. In tale ottica, il Sultanato prevede l’introduzione di nuove misure fiscali, una rimodulazione degli investimenti non essenziali mantenendo i progetti di sviluppo considerati prioritari per natura sociale ed economica e l’incentivazione del settore privato. Tali misure sono accompagnate da una politica di razionalizzazione dei costi e da maggiore efficienza della spesa pubblica, il cui risultato dovrebbe portare ad un contenimento del deficit, stimato nel 2016 in 3,3 miliardi di Riyal omaniti. Tra le nuove misure fiscali contemplate dal governo figurano l’eliminazione dei sussidi sui carburanti e sulle utility pubbliche, l’incremento del 3% delle aliquote fiscali sulle persone giuridiche a partire dal 2017 e la possibile introduzione dell’imposta sul valore aggiunto.

Gli indirizzi di pianificazione a medio e lungo termine delineati dal IX Piano di Sviluppo Quinquennale 2016-2020 intendono favorire una crescita economica sostenuta dai settori manifatturiero, minerario, trasporti e turismo, nell’ambito dei quali si intende attrarre un sempre maggiore numero di investimenti privati.

Prosegue la cosiddetta politica di “omanizzazione”, ossia la previsione di una quota della forza lavoro in favore dei cittadini omaniti (in una politica che intende favorire l’occupazione giovanile, in un paese in cui l’età media è 24 anni). Numerose sono le questioni da risolvere, tra le quali la mancanza di forza lavoro omanita qualificata e le differenze di trattamento riservate ai lavoratori omaniti rispetto agli altri.

Le relazioni bilaterali Italia-Oman sono eccellenti e destinate a crescere. La Dichiarazione Congiunta firmata a Roma nel giugno 2015, in occasione della Commissione Mista, estende e rafforza la collaborazione bilaterale nei settori della cooperazione economica, commerciale e industriale, culturale incluse arti e musica, turismo, istruzione, ricerca scientifica, tecnologica e tecnica e medico. Nel biennio 2014-2015 si sono svolte le visite in Oman del Vice Ministro degli Esteri On. Lapo Pistelli cui è seguita quella del Chairman della Zona Economica di Duqm in Italia, il quale ha presentato le opportunità della Zona agli imprenditori italiani in un incontro presso il Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, la missione di una delegazione imprenditoriale guidata dal Ministero dei Trasporti a Mascate e Duqm.

L’Oman presenta numerose opportunità. Oltre all’industria petrolifera, principale risorsa del Paese, di rilievo per l’Italia il piano di sviluppo infrastrutturale e il comparto dei macchinari. Altri settori di interesse crescente: turismo, energia, ambiente, trasporti marittimi, acquicoltura, pesca, sicurezza alimentare e sanità. L’Oman sta inoltre investendo considerevolmente nelle PMI, altro possibile settore di cooperazione bilaterale. Le prospettive di crescita per i prodotti del Made in Italy si presentano in particolare nell’arredamento, parallelamente allo sviluppo del settore residenziale e turistico. Particolarmente qualificata, anche se ancora limitata, la presenza italiana alle Fiere omanite.

Gli omaniti puntano anche sulla realizzazione di zone economiche speciali, a vocazione commerciale e manifatturiera. L’investimento maggiore è quello di Duqm, una zona strategica, sia per la presenza del porto prospiciente l’Iran, l’India e il Pakistan, dell’aeroporto e della futura ferrovia, in un’area di 1.777 km2 e 80 chilometri di costa lungo il mare arabico (con un’estensione maggiore di quella di Singapore) situata a metà strada tra Mascate e Salalah. La Zona Economica Speciale di Duqm è destinata alla produzione industriale ed alla logistica, in particolare nei settori petrolchimico, materiali da costruzione, minerali e fertilizzanti, pesca e acquacultura, produzione alimentare, energia pulita, servizi medici e impianti turistici. È amministrata da un ente autonomo con il compito di attrarre e promuovere gli investimenti nazionali ed internazionali. Il progetto è allo stato iniziale. L’obiettivo è quello di diventare, per dimensioni, la maggiore Zona Economica Speciale del Medio Oriente.

Confindustria Assafrica e Mediterraneo ha firmato nel 2013 un MoU di collaborazione con la Camera di Commercio Omanita - OCCI. Nel 2015 sono state realizzate missioni imprenditoriali italiane in Oman da parte di Promotec e Confindustria Padova, della Camera di Commercio di Pordenone, e dall’Agenzia ICE in collaborazione con ANIE.

Le società italiane operano in Oman soprattutto nella progettazione e nella realizzazione delle infrastrutture (strade, aeroporti, porti e dighe, edilizia residenziale, scuole e ospedali, ecc.). Sempre più numerose le società italiane che si installano nel Sultanato, in joint-venture con partner locali (come d’obbligo): sono principalmente studi di architettura e società di progettazioni e costruzioni, con una presenza italiana triplicata nel corso dell’ultimo biennio.

Il valore dell’interscambio nei primi 11 mesi del 2015, 633 milioni di Euro, è aumento del 55% rispetto allo stesso periodo del 2014. L’Italia ha esportato in Oman Euro 568 milioni e importato dal Paese merci per Euro 65 milioni. Circa il 46% del nostro export è costituito da macchinari e apparecchi, seguono metalli di base e prodotti in metallo (quota del 19%), mezzi di trasporto (9%) e apparecchi elettrici (7%). Il valore delle importazioni italiane dall’Oman sono cresciute del 86%. L’Italia ha registrato per la prima volta la fornitura di prodotti pretroliferi dall’Oman, che nei primi 11 mesi del 2015 sono risultati la seconda più importante voce di import con una quota del 16% sul totale, preceduta da metalli di base e prodotti in metallo con una quota del 63%. Seguono i prodotti alimentari (6%), gli articoli in gomma e materie plastiche (5%) e i prodotti farmaceutici (3%).

Infrastrutture
Considerato l’ottimo andamento dell’economia omanita ed in particolare del settore infrastrutturale, numerose sono le opportunità per le imprese italiane del settore.

Turismo
Grazie all’apertura del volo diretto Oman Air su Milano e all’inserimento delle città di Mascate e Salalah nel circuito della Costa Crociere, i flussi turistici italiani verso l’Oman hanno avuto un considerevole incremento. La formazione nel settore turistico potrebbe rappresentare una interessante opportunità come anche la realizzazione di alberghi ed altre strutture turistiche.

Industria
Tenuto conto della volontà del Governo omanita di diversificare la propria economia e gli ingenti investimenti a tale scopo, sarebbe auspicabile una maggiore presenza d’imprese italiane nel settore industriale. Nel Sultanato sono presenti diverse Free Zone che offrono importanti agevolazioni alle imprese estere interessate ad investire in questo Paese.

Mercato
Le dimensioni del mercato omanita sono contenute ma la posizione geografica del Sultanato consente, con forti riduzioni di costi, di poter operare nei vicini mercati asiatici quali India, Pakistan e Cina.

Imposizione fiscale
La normativa fiscale sulle società è particolarmente vantaggiosa (12% sugli utili eccedenti i 60.000 euro circa l’anno). È possibile costituire società a capitale misto con quota minima omanita pari al 30% e capitale sociale minimo pari a circa 300.000 euro. Non è presente né l’imposta sul valore aggiunto né sulle persone fisiche. I diritti di dogana sono, per la quasi totalità, pari al 5%. L’Oman è membro dell’unione doganale del Golfo GCC.

 

Indicatori macroeconomici (Oman)

 

  2011 2012 2013 2014 2015 2016
PIL Nominale (mln €) 52.287 58.516 61.854 57.720 66.603 70.554
Variazione del PIL reale (%) 5,4 5,1 3,4 2 2,3
Popolazione (mln) 3,27 3,37 3,48 3,96 4,08 4,2
PIL pro-capite a parità di potere d'acquisto ($) 25.975 26.948 28.036 41.891 41.949 42.284
Disoccupazione (%) 15 14,6 14,2      
Debito pubblico (% PIL) 4,5 4,3 4,4 4,7 5,4 6,5
Inflazione (%) 4,1 3,1 3,4 1 2,3 3
Variazione del volume delle importazioni di beni e servizi (%) 2,95 5,59 3,23 4,93 1,18 9,6

 

Fonte: Elaborazioni Ambasciata d'Italia su dati EIU e IMF.

Accesso al credito

La Sace e l’OCSE hanno inserito il Sultanato dell’Oman nella fascia n. 2 su 7 (la categoria con il maggior rischio Paese è la 7ma).

L’agenzia di “rating” Standard & Poor’s Services, nella periodica valutazione sul Paese, ha assegnato un giudizio nel lungo periodo “A” ed “A-1” nel breve. Relativamente al rischio sui trasferimenti e la convertibilità della valuta, l’agenzia in parola ha assegnato l’ottimo valore di “AA-”. L’outlook è stabile.

Il piano di sviluppo “2020 Vision” avviato dal governo omanita apre importanti opportunità per le imprese italiane in diversi comparti, soprattutto quello infrastrutturale. Il piano prevede investimenti per circa EUR 60 miliardi, con un incremento del 113% rispetto al precedente piano quinquennale. L’obiettivo finale è la realizzazione di un polo logistico integrato che, attraverso l’ampliamento delle strutture esistenti e la realizzazione di nuove opere, assicuri l’integrazione di aeroporti, porti, strade e ferrovie. Le autorità stanno inoltre puntando sullo sviluppo del settore turistico, incrementando il numero di camere disponibili che di servizi.

Fonte: Istituto Commercio Estero - ICE e Farnesina - Info Mercati Esteri

 

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